Doppio ospedale Catanzaro, ANED: “Malati renali tra i più penalizzati”

Il responsabile nazionale ANED-Prevenzione Pasquale Scarmozzino ha inviato una nota di biasimo per la perdurante e grave situazione di dualismo tra ospedale civile Pugliese-Ciaccio ed il policlinico universitario Mater Domini.

“L’affermazione del professore Ciro Indolfi che nessuno all’Umg ha fatto quanto la cardiologia  è consapevolezza di tutti, catanzaresi e non.

 

A testimoniarlo vi è la sua presenza continua in reparto – rara moda -, l’efficienza e l’efficacia degli interventi della sua equipe che, unica al Policlinico, consente l’emergenza h 24. Ciò ha prodotto i numeri che hanno garantito la salvaguardia dei corsi di specializzazione in cardiologia, il lavoro per tanti professionisti e tanto lustro alla stessa Università, ultimamente colpita da ripetuti e gravi scandali negativi riportati dalla stampa nazionale.

I pazienti con patologie cardiovascolari – nefropatici, dializzati e trapiantati in primis – sono molto interessati al mondo della cardiologia poiché la insufficienza renale viaggia di pari passo con patologie cardiovascolari.

Più volte, Aned Prevenzione è intervenuta per rilevare l’anomalia di come gli stessi pazienti cronici dializzati curati al Policlinico, in caso di emergenza, debbano ricorrere al Pugliese Ciaccio e non al Policlinico come sarebbe più funzionale per la sicurezza di vita degli stessi, proprio perché le loro condizioni sono già conosciute e qui manca il Pronto soccorso.

Quali le cause di questa condizione e chi, oltre la politica, è responsabile di tanto ritardo sull’integrazione e quanto quella dell’UMG? Tantissimi.

Abbiamo partecipato, da invitati, a tanti dibattiti ed aggiornamenti organizzati dalla Cardiologia, ultimo ICOP 2019 di sabato u.s. su “utilità dell’esercizio fisico nella prevenzione cardiovascolare”. Interessantissimo per i nefropatici. L’invito della Cardiologia ad Aned è significativo dell’importanza che viene data alla presenza delle associazioni dei malati contrariamente, per esempio, a quanto riscontrato con la anonima e silente nefrologia.

Qualcuno ci dica se questo è normale!  Non si verifica in nessuna altra parte d’Italia.  Quali sono le cause? Domande che meritano risposte, nel momento in cui stiamo verificando una serie di importanti novità. Soprattutto per quanto attiene l’aumento dell’età media dei pazienti in dialisi.

Dai numeri, rilevati da Aned, si capisce dove sta andando la nefrologia calabrese, oggetto di forte attenzione di interessi privati qui, in Italia e nel mondo. Noi non molliamo. Restiamo vigili, da Reggio al resto d’Italia.

Ricordiamo – conclude Scarmozzino – che chi ha voluto chiudere le porte all’ascolto di Aned si è ritrovato poi aperte le porte delle celle di sicurezza. Vedere quanto successo in una regione limitrofa alla Calabria.

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