Libri, Roberto Elia: un anarchico calabrese fra Italia e Usa

“Roberto Elia, l’anarchismo antiorganizzatore negli Stati Uniti nel primo Novecento” è il titolo del libro di Aldo Ventrici, appena uscito per i tipi dell’editore “la Rondine”. Partito da Catanzaro, il protagonista del libro, frutto di una rigorosa ricerca storica, si inserì nel movimento anarchico che, alimentato dall’immigrazione italiana, fu assai attivo agli inizi del secolo scorso negli Usa.

L’assassinio di Umberto I, re d’Italia, del 29 luglio 1900, ad opera dell’anarchico italiano Gaetano Bresci che, addirittura, era rientrato dagli Stati Uniti in Italia per compiere il suo gesto “vendicatore” delle sanguinose repressioni contro le folle scioperanti di Milano, e quello nel 1901 del Presidente USA McKinley per mano dell’anarchico dichiarato Leon Czolgosz, avevano tenuto in costante apprensione le istituzioni americane, preoccupate di contrastare i movimenti di sinistra – socialisti, comunisti, anarchici o anarcosindacalisti – che si opponevano alle politiche industriali e alle discriminatorie norme di integrazione sociale che, di fatto, marginalizzavano la copiosa massa di manodopera immigrata dall’Europa e, ancor più, quella giunta dall’Italia.

   

In questo ampio scenario, Aldo Ventrici, cultore di studi storici, colloca, con rigorosa ricostruzione degli avvenimenti basata su puntuali ricerche d’archivio in Italia ed in terra americana, la sofferta vicenda di Roberto Elia, anarchico catanzarese emigrato negli U.S.A. nel 1906 che circa un secolo or sono, tra il 1919 e il 1920, visse le sue ultime tragiche giornate dell’imprigionamento, con accuse che lo avrebbero portato alla sedia elettrica, e della successiva deportazione in Italia, per cause eccezionali e imprevedibili.

Quest’ultima opera di Ventrici ha la particolarità di avere una struttura fuori dal consueto ed è, nel contempo, una biografia dell’anarchico catanzarese Roberto Elia, apparentemente uno fra i tanti milioni di emigrati che agli inizi del ‘900 lasciarono l’Italia per raggiungere gli Stati Uniti, ed un avvincente romanzo ambientato nelle grandi metropoli americane, nelle quali Elia, e tanti altri compagni di militanza, fra i quali i famosi Sacco e Vanzetti, ingaggiarono furibonde lotte di classe per tentare di sconfiggere il dramma di migliaia di uomini e donne che vogliono affrancarsi dall’oppressione e dalle discriminazioni di un sistema che li relegava agli ultimi gradini della scala sociale.

Grazie ai capitoli che vi sono dedicati e al copioso apparato di note esplicative e di appendici, il libro è un prezioso saggio sulle vicende che videro coinvolto il Movimento anarchico italiano negli Stati Uniti del primo Novecento, capace di fornire una notevole mole di informazioni, in parte inedite o poco conosciute, su un fenomeno non abbastanza esplorato dalla storiografia italiana.   “Alla base del libro – spiega all’Agi l’autore – ci sono dei ricordi familiari. Roberto Elia era un mio pro zio. Sono partito dai racconti di mia madre e la curiosità di conoscere e far conoscere di più la vicenda mi ha spinto ad una rigorosa ricostruzione della figura, del contesto in cui operò e della vicenda storica, umana e giudiziaria. Dopo un secolo – aggiunge – ho trovato molti documenti d’archivio anche suggestivi, comeil  fonogramma dell’agente addetto alla sorveglianza che documenta l’orario esatto della sua morte avvenuta all’ospedale di Napoli, dove era piantonato”.

Redazione Calabria 7

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