Stalking, minacce e lesioni: catanzarese condannato anche in Appello

Avrebbe tentato con insistenza di stabilire un contatto con lei, inviandole continui messaggi, dal contenuto molesto, mediante facebook, controllando le sue abitudini, passando  e sostando con la propria auto nei pressi della sua abitazione, aggirandosi finanche a piedi a tutte le ore del giorno e anche in tarda serata. Con le accuse di stalking, rapina, violazione di domicilio e lesioni  personali, la Corte di appello del capoluogo di regione ha condannato I. C., 32 anni, di Catanzaro a due anni, due mesi  di reclusione e 440 euro di multa,, confermando la sentenza emessa con rito abbreviato dal gip del Tribunale di Catanzaro Claudio Paris. I giudici di secondo grado hanno mantenuto inalterate le stuatuizioni civili, condannando l’imputato  al pagamento a titolo di risarcimento danno in favore della costituita parte civile, (difesa dall’avvocato Teresa Matacera),  della somma di 8.060 euro, nonché al pagamento delle spese processuali dalla stessa sostenute. Secondo le ipotesi di accusa in un’occasione, l’uomo sarebbe riuscito ad introdursi all’interno dell’abitazione della donna, l’avrebbe afferrata per le braccia e per i capelli, l’avrebbe minacciata prendendole 60 euro,  proferendo frasi del tipo “se mi dai i soldi non ti faccio niente”, provocandole lesioni personali, consistite in ecchimosi multiple bilaterali delle braccia post traumatiche”. Una vicenda che avrebbe provocato nella donna “un perdurante stato di ansia e di paura, un fondato timore per la propria incolumità, costretta a modificare le proprie abitudini di vita, sacrificando la sua libertà di movimento”. (g. p.)

   

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