‘Operazione Borderland’, arrestati due fratelli latitanti

I fratelli Trapasso sono stati rintracciati a San Leonardo di Cutro

Operazione Borderland: due latitanti Tommaso e Giuseppe Trapasso, entrambi di Cutro e rispettivamente di 38 e 29 anni, sono stati arrestati nel pomeriggio di giorno 20 gennaio dalla polizia di Catanzaro.

Nei loro confronti sono stati eseguiti due provvedimenti di custodia in carcere, emessi dal Gip del capoluogo su richiesta della Dda, in relazione all’operazione Borderland, eseguita lo scorso 29 novembre dalla mobile di Catanzaro.

I due sono ritenuti esponenti di spicco della omonima cosca di ‘ndrangheta operante nell’area di confine tra le provincie di Catanzaro e Crotone ed in particolare nei comuni di Sellia Marina, Cropani, Botricello, Sersale e Cutro.  A loro carico sono mosse accuse per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso dedita all’usura, alle estorsioni, al traffico di armi e stupefacenti, oltre che di illecita concorrenza aggravata dalle modalità mafiose.

Il cassiere della cosca

In particolare durante le indagini è stato accertato che Tommaso Trapasso ricopriva il ruolo di “cassiere” della cosca, a capo di attività finanziarie ed economiche anche fuori regione con compiti di rappresentanza del clan di appartenenza anche all’esterno.

Entrambi gli arrestati dal sette dicembre scorso erano stati dichiarati dal Gip come latitanti, essendosi resi irreperibili dalla data di esecuzione dell’operazione “Bordeland”, nel corso della quale erano stati sottoposti a misura cautelare anche il padre Giovanni, capo carismatico della cosca ed il fratello Leonardo, alter ego del presunto boss.

I due fratelli sono stati tratti in arresto durante operazioni di perquisizione domiciliare eseguite presso le rispettive abitazioni della località San Leonardo di Cutro, in provincia di Crotone, nel corso delle quali i due latitanti stavano tornando a piedi  dalle campagne circostanti e si sono spontaneamente consegnati agli agenti.

A Tommaso è stato inoltre notificato il provvedimento di sequestro preventivo dei beni emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro lo scorso 24 novembre e già eseguito al momento della conclusione della operazione “Borderland”.

I due sono stati condotti nella casa circondariale di Catanzaro.

r.m.