Mentre inseguono i rapinatori i CC arrestano topi d’auto

Frutta una cifra misera il ‘colpo’ al Banco di Napoli di due balordi datisi alla fuga

Non erano professionisti i  rapinatori che poco dopo le 11 hanno tentato un colpo improbabile agli sportelli bancari del quartiere S.Antonio.  Un semplice taglierino usato come arma,  una parrucca da donna quale  goffo travestimento  di  uno dei due balordi e soprattutto l’ignoranza dei sistemi di sicurezza che hanno fruttato un bottino di appena 58 euro, convincono gli inquirenti che non si sia trattato di professionisti del crimine bensì di probabili tossicodipendenti magari in trasferta, abili solo a fare perdere le proprie tracce con una precipitosa fuga a piedi.

Nessun ferito, nessun danno economico solo tanta paura e parecchio trambusto su via Campanella, una strada sempre piuttosto trafficata.

Nel corso delle immediate operazioni subito scattate per bloccare i rapinatori, le pattuglie dei carabinieri della Compagnia di Catanzaro al comando del capitano Gianluca Piccione,  hanno sventato un altro reato arrestandone i responsabili.

Al termine di un rocambolesco inseguimento, i militari – coadiuvati da un collega poliziotto libero dal servizio –  hanno intercettato quattro persone che armeggiavano in modo sospetto in via Lombardi, una zona molto vicina al luogo della rapina.

Si tratta di Antonio e Francesco Bevilacqua, Damiano Veneziano e Alfonso Russo i quali in realtà non erano coinvolti con i fatti del Banco di Napoli ma stavano rubando in pieno giorno un’autovettura con tanto di centralina elettronica, pinza e chiavi alterate.

I quattro, tutti con precedenti specifici, sono stati ristretti nelle proprie abitazioni agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.