Catanzaro, polemica Riccio-SIAN: “Nessuna ingerenza da parte mia”

“Dopo avere letto con stupore la nota del consigliere comunale Eugenio Riccio, per il tono e lo stile tale da commentarsi da sola, ritengo doveroso rispondere semplicemente che, come è mia abitudine e formazione culturale e, soprattutto per rispetto al ruolo istituzionale che ricopro, non ho nessuna intenzione di farmi trascinare in una polemica sterile ed incomprensibile”. Lo afferma in una nota il direttore del Sian (Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione), Francesco Faragò.

“Tuttavia -prosegue lo stesso Faragò- dato che il consigliere Riccio è un acuto osservatore delle problematiche igienico-sanitarie che interessano il territorio del Capoluogo e, soprattutto, un attento conoscitore delle cause e delle responsabilità delle suddette, mi permetto di ricordargli che proprio lui ha ricoperto in questa città un ruolo importante, in qualità di Presidente della commissione Attività Economiche e, in tali veste, ha avuto la possibilità ed il potere di affrontare e risolvere i tanti problemi che riguardano la vendita itinerante di ortofrutta. E non mi sembra che abbia cambiato di una virgola le condizioni per le quali oggi si erge a censore”.

   

A distanza di poche ore, tuttavia, non si è fatta attendere la risposta di Eugenio Riccio, consigliere comunale, secondo il quale non ci sarebbe stata ingerenza da parte sua.

“Quando la burocrazia si confonde con la politica, l’effetto è una distorsione dei fatti e della realtà, con pesanti conseguenze sulla programmazione dei servizi, che dovrebbe essere un atto politico e sul funzionamento degli stessi che è invece senza ombra di dubbio un atto burocratico.
Ecco perchè sorprende la risposta del burocrate e non del politico assessore alla sanità con il quale dovrebbe avvenire un confronto”.

Evidentemente il dottore Farago’ ha confuso il suo stesso ruolo e, dando giudizi sull’attività politica, egli stesso dimostra di farne parte.

Nessuna ingerenza da parte mia, che sono parte politica e che quindi assolvo, se pur dall’opposizione, un ruolo di indirizzo evidenziando le croniche illegittimità e provando a prevenire il pericolo di crearne delle altre

Le domande tecniche sul rispetto dell’igiene pubblica in città sono rimaste senza risposte da parte del burocrate, che ci avrebbe dovuto dare lumi piuttosto che perdersi in ragionamenti valutativi non di sua competenza.

Tra le vecchie, gravi questioni rimaste aperte ad esempio c’è il massimo dell’indecenza che è il mercato alimentare a ridosso delle cappelle gentilizie del Cimitero di via Paglia. Nel contempo l’efficienza dell’Ufficio Edilizia Privata chissà’ quanti permessi avrà negato per edificare nella fascia di rispetto prevista dal P.R.G. cimiteriale.

A Catanzaro i corretti sempre vessati, l’illegalità premiata. Mentre i giovani scappano, assistiamo inermi alla desertificazione di intere aree della città e noi ancora discutiamo del nulla. Un ultimo inciso che non vale come giustificazione ma come memo per chi spesso dimentica ciò che non vuole trattenere nella memoria.

Sono stato presidente della commissione AA.EE per pochi mesi per quanto possa decidere una commissione. Fare proposte anche in tema di ordinanze e regolamenti, che nessuno fa rispettare, è un lavoro inutile soprattutto a Catanzaro dove appare del tutto evidente che la gestione illegale degli spazi pubblici, che oramai si protrae da oltre un decennio, sottende ad un sistema che è stato già oggetto di sceneggiature, come ad esempio la fiction “Gomorra”.

Ma siccome nessuno di noi ha o dovrebbe avere aspirazioni da attore, ma tutti dovremmo recitare al meglio la parte che ci è stata assegnata, sarebbe meglio proporre alla città uno spettacolo migliore di quello che è in scena in questo periodo”.

Redazione Calabria 7

 

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